GENI E AMBIENTE

Comportamento e personalità dei bambini sono condizionati da geni e ambiente in egual misura. Ma quale ambiente? Da studi su gemelli, fratelli e sorelle, e bambini adottati risulta che l’ambiente extra-domestico è molto più condizionante di quello domestico. Similitudini tra genitori e i figli biologici sono prevalentemente dovuti ai geni condivisi. I bambini sono programmati per ‘farcela’ nel contesto sociale (dove si svolgerà gran parte della loro vita), piuttosto che in quello domestico. I figli di immigrati che parlano l’italiano con un accento straniero forte, ma che crescono in mezzo a bambini italiani, finiscono col parlare l’italiano senza accento e non con un accento a metà strada tra quello dei genitori e quello dei compagni. I bambini sono poco condizionati dal ambiente domestico anche perché quasi tutto quello che vedono fare dai genitori, come guidare l’auto, bere alcolici, fumare, accendere fiammiferi, dare ordini, andare a letto quando gli pare, a loro è vietato. Socializzare, per un bambino, consiste nel non comportarsi come i suoi genitori. I comportamenti che i bambini apprendono sono specifici per l’ambiente dove vengono appresi: il neonato che scopre che la propria madre lo prenderà in braccio e gli darà da mangiare ogni volta che piange, non pensa che il suo pianto avrà lo stesso effetto sul padre, la sorella, o altri bambini del nido. I bambini che bisticciano con fratelli o sorelle a casa non bisticciano a scuola. Un combinaguai a casa può essere bravissimo a scuola e viceversa.
Campagne contro l’uso della droga e/o il fumo, oppure programmi per lo studio delle lingue straniere, sport ecc falliranno se si rivolgono ai singoli e le loro famiglie anziché ai ragazzi intesi come gruppo.

 

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