PARLARE E SCRIVERE HANNO UN PREZZO

L’atto di esprimere in parole, parlate o scritte, il ricordo di una esperienza passata rende il ricordo stesso meno preciso. Siete testimoni di un incidente stradale, venite chiamati a testimoniare. Bene, la vostra dichiarazione degli eventi distorcerà il vostro ricordo di quei eventi. Il linguaggio per definizione crea delle caselle dove ogni casella corrisponde a una parola. I ricordi vengono ‘spezzettati’ e distribuiti nelle caselle apposite; si tratta di un processo di classificazione che ci permette di affrontare il caos di informazioni della realtà e di trasmettere, anche a distanza di tempo, queste informazioni ad altri. Mettere una informazione in una casella vuol dire non metterla in una casella vicina anche se simile come significato. Per esempio, dire che un tizio ha tre auto significa puntualizzare che sono auto; quindi non diciamo che sono una Fiat, una VW e una Ford, oppure fuoristrada, decapottabile e berlina, oppure grande, piccola, media, oppure elettrica, a benzina, diesel. Le parole, cioè le caselle prestabilite, operano una rinuncia sulle altre caselle e il ricordo viene modificato. E il prezzo che va pagato per verbalizzare le informazioni e renderle comunicabili. Naturalmente possiamo anche descrivere meglio le tre auto, ma sempre usando il sistema delle caselle che implica fare delle scelte di quali usare e quali scartare così togliendo granularità al ricordo. La contropartita è che non solo ora possiamo comunicare informazioni ma anche che le nostre preoccupazioni possono essere divise in caselle (parole) che sono più facili da gestire e controllare. Le caselle sono un diario che escludendo altre caselle rende la preoccupazione gestibile. Quando parliamo di un nostro problema, anche sotto voce a noi stessi, significa che stiamo usando un potente mezzo per ridimensionare il problema stesso. Le parole rendono il problema affrontabile. I bambini conoscono relativamente poche parole e quindi hanno una ridotta capacità di risolvere problemi creando caselle. La famiglia e la scuola devono insegnare ai bambini a esprimersi bene per renderli più sicuri di sé e capaci di affrontare difficoltà. Il rovescio della

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